“Art is the angelic, geometric feeling. It addresses the intellect, not the senses. This is why the "brushstroke" in painting is unimportant, and modeling in sculptures... Not modeling, but modulation is important. It is not a wordplay: modeling comes from model = nature = disorder; modulation from module = criterion = order (...) The foundations of harmony and plastic counterpoints are found in geometry. But how many of the critics and artists that talk and make painting and sculpture, have really understood geometry?”
Finely assembled from gold threads and leaves, Tema e variazioni IV of 1970-71 represents the ethereal musicality and the harmonious structural order characteristic of the sculptural style of Fausto Melotti. With its composed equilibrium between void and full generating a unique dialogue with the symbolic value of the form in space, with its shapes that oscillate between abstraction and an obscure symbolic system, the work seems to resonate in space as a series of musical notes in a three-dimensional exercise of music and poetry. The whimsy materiality of Melotti’s seemingly weightless sculptures is a formal resolution of his explorations towards new conceptions of spatial understanding and material innovation. The paradoxes of movement and immobility, rigidity and flexibility, solidity and weightlessness, are used as means to challenge the traditional formations of the sculptural medium. The work embodies Melotti’s notion of the sculptural object imbued with a mathematical and musical elegance.
Conceived in 1970-71, the Tema e variazioni presented here is an example of a series of works created by the artist during the 1970s, as well as an important expression of his mature post-war production. Despite being three-dimensional, and never turning into installations, this series and other similar ones were often defined as 'anti-scultures' by Melotti himself, who looked towards the ancient Greeks, as well as Piero della Francesca and Johann Sebastian Bach for inspiration, building his work on a rigorous exercise of order and harmony. Nevertheless, there is a deeply intuitive character in his sculpture, born from the belief that art was an intrinsic result of the subconscious. He explained: "In creation, culture is in balance with the revelations of the unconscious” (Fausto Melotti cited in: Exh. Cat., New York, Acquavella Galleries, Fausto Melotti, 2008, p. 41).
«L’arte è stato d’animo angelico, geometrico. Essa si rivolge all’intelletto, non ai sensi. Per questo è priva di importanza la “pennellata” in pittura, e in scultura la modellazione… Non la modellazione, ha importanza la modulazione. Non è un gioco di parola: modellazione viene da modello = natura = disordine; modulazione da modulo = cànone = ordine (…) I fondamenti dell’armonia e del contrappunto plastici si trovano nella geometria. Ma di quanti critici e artisti parlano e fanno della pittura e della scultura, hanno veramente capito la geometria?»
Realizzato in fili delicati e pannelli d'oro e di acciaio, Tema e variazioni IV del 1970-71 rappresenta la musicalità eterea e l'armonioso ordine strutturale caratteristici dello stile scultoreo di Fausto Melotti. Con il suo equilibrio composto di vuoti e pieni che generano un dialogo unico con il valore simbolico della forma nello spazio, con le sue forme che oscillano tra l'astrazione e un oscuro sistema simbolico, l'opera sembra risuonare nello spazio come una serie di note musicali in un esercizio tridimensionale di musica e di poesia. La stravagante materialità delle sculture apparent.mes nte senza peso di Melotti è una risoluzione formale delle sue esplorazioni verso nuove concezioni della comprensione spaziale e dell'innovazione materiale. I paradossi del movimento e dell'immobilità, la rigidità e la flessibilità, la solidità e l'assenza di peso, sono utilizzati come mezzo per sfidare le formazioni tradizionali del mezzo scultoreo. L’opera incarna la nozione di Melotti dell'oggetto scultoreo intriso di un'eleganza matematica, musicale – “uno spazio musicale strutturato nell’edificio dell'armonia.” (F. Melotti, citato in M. Calvesi, Fausto Melotti, Parma, 1976, p. 19).
Concepito nel 1970-71, il Tema e variazioni qui presentato è un esemplare di una serie di opere realizzate dall'artista nel corso degli anni Settanta, oltre ad un'espressione importante della sua produzione matura degli anni del dopoguerra. Pur essendo tridimensionali, e non arrivando mai a diventare istallazioni, questa serie e altre simil furono spesso definiti come 'anti-sculture' da Melotti stesso, che guardava agli antichi Greci come a Piero della Francesca e a Johann Sebastian Bach in cerca di ispirazione, costruendo la sua opera su un rigoroso esercizio di ordine e armonia. Tuttavia, c'è un carattere profondamente intuitivo nella sua scultura, nato dalla convinzione che l'arte fosse un risultato intrinseco del subconscio. Ha spiegato: "Nella creazione, la cultura è in equilibrio con le rivelazioni dell'inconscio” (Fausto Melotti citato in: Exh. Cat., New York, Acquavella Galleries, Fausto Melotti, 2008, p. 41)