Alighiero e Boetti and his Afghan employees met in the beautiful city of Peshawar and called this evening the Memorial Evening. There was a full moon. The moonlight was as beautiful and enchanting as a beautiful bride with make-up.
Senza Titolo (Nero su bianco e bianco su nero, Tra orizzontale e verticale, Cinque x cinque venticinque…) is a magnificent exposition of Alighiero Boetti’s deep seated philosophical beliefs, and a worthy example of one of his best-known series, the arazzi or tapestries.
Across 400 squares of multitudinous colour, Boetti deftly engages with constructs of language, mathematics, and the duality between order and disorder.
Boetti held the belief that the world was characterised by the forces of ordine e disordine – order and disorder; that in order to understand the chaos of the natural world, humanity was forced to schematize and codify it into an organised mode of comprehension. Allied to this belief, and indeed not entirely separate from it, was his dedication to the notion of dualism, the idea that every force has a yin-and-yang-like equal and opposite force, and that they act not to subsume each other but rather to exist in harmonious equilibrium. It was because of these beliefs that he designed the arazzi in Rome but had them woven in the Middle East. In this way, their split execution was fundamentally based on dualism and twinning and entirely imbued with the notion of ordine e disordine.
The present work is divided into 16 quadrants, all surrounded by lines of Farsi text. In each of the four corners, are blocks of four squares by four, featuring phrases as “Nero su bianco e bianco su nero” (upper left side) or “Talvolta sole tavolta luna” (lower left side). The rest of the panel is dedicated to similar squares, populated by similar words and phrases, remarkable not only in many cases for their complexity and relevance, but also for the fact that each is exactly sixteen characters. In this way, we understand that the skill and genius of Boetti’s artistry is equally demonstrated in the linguistic manipulation of phrases, each of identical length, as in the final aesthetic appearance of the work.
"The tapestry by Alighiero e Boetti certainly divulged an original and intriguing combination of high & low, concept and technique. A playful, rowdy, spectacular articulation and proliferation of transgressive choices and traditional practices. Inlay of memory, technique and aesthetic innovations. Preciously and cheerfully changing combination of symbols and meanings, numbers and words, geographical places and geometric grids. Competition between order and disorder, right hand and left hand.”
Alighiero e Boetti e i suoi collaboratori afgani si incontrarono nella bellissima città di Peshawar e chiamarono questa sera la Sera della Memoria. C'era la luna piena. La luce della luna era bella ed incantevole come una bella sposa truccata.
Senza Titolo (Nero su bianco e bianco su nero, Tra orizzontale e verticale, Cinque x cinque venticinque…) è una rappresentazione delle profonde convinzioni filosofiche di Alighiero Boetti e un degno esempio di una delle sue serie più note, gli arazzi.
Attraverso 400 riquadri di colore variopinto, Boetti si cimenta abilmente con i costrutti del linguaggio, della matematica e della dualità tra ordine e disordine.
Boetti credeva che il mondo fosse caratterizzato dalle forze dell'ordine e del disordine; che per comprendere il caos del mondo naturale, l'umanità fosse costretta a schematizzarlo e codificarlo in un modo organizzato di comprensione. A questa convinzione, e non del tutto separata da essa, si affiancava la sua dedizione alla nozione di dualismo, l'idea che ogni forza abbia una forza uguale e contraria, simile allo yin e allo yang, e che esse non agiscano per sussumere l'una nell'altra, ma piuttosto per esistere in un equilibrio armonioso. È per queste convinzioni che progettò gli arazzi a Roma ma li fece tessere in Medio Oriente. In questo modo, la loro esecuzione divisa era fondamentalmente basata sul dualismo e sul gemellaggio e interamente impregnata della nozione di ordine e disordine.
L’opera in questione è suddivisa in 16 quadranti uguali da scritte in caratteri farsi che circondano ogni singolo quadrante. In ciascuno dei quattro angoli si trovano blocchi di quattro quadrati per quattro, in cui sono inserite frasi come “Nero su bianco e bianco su nero” (in alto a sinistra) o “Talvolta sole talvolta luna”. Il resto del pannello è dedicato a riquadri simili, popolati da parole e frasi analoghe, notevoli non solo in molti casi per la loro complessità e rilevanza, ma anche per il fatto che ognuna è composta esatt.mes nte da sedici caratteri. In questo modo, capiamo che l'abilità e la genialità dell'arte di Boetti si dimostrano tanto nella gestione linguistica delle frasi, ciascuna di identica lunghezza, quanto nell'aspetto estetico finale dell'opera.
“L’arazzo di Alighiero e Boetti ha cert.mes nte divulgato un’inedita e accattivante coniugazione di high & low, di concetto e di tecnica. Un’articolazione e proliferazione giocosa, chiassosa, spettacolare di scelte trasgressive e pratiche tradizionali. Intarsio di memoria tecnica e innovazioni estetiche. Combinatoria preziosamente e allegramente cangiante di simboli e significati, numeri e parole, luoghi della geografia e griglie geometriche. Concorso di ordine e disordine, mano destra e mano sinistra.”