“I believe it is illegitimate and presumptuous to want to deform space in a definitive and irreversible way, with the added presumption of wanting to make an impact on reality: at best, such an operation is useless. At most, it is legitimate to structure space in such a way as to make it perceptible and sensorially appreciable.”
(Enrico Castellani in: Renata Wirz, Federico Sardella, Enrico Castellani. Catalogo ragionato. Tomo primo. Il percorso artistico, Milan 2012, p. 38)


“Penso che sia illegittimo e pretenzioso voler deformare lo spazio in maniera definitiva e irreversibile, con la presunzione oltretutto di voler incidere nella realtà: si tratta nella migliore delle ipotesi di un’operazione inutile. Al massimo è lecito strutturarlo in modo da renderlo percettibile e sensorialmente fruibile.”