In 1988, Giuseppe Santomaso was among the nineteen artists selected to take part in the 43rd Venice Biennale, organized under the direction of Giovanni Carandente. The artist participated with a personal room within the Italian Pavilion, in the thematic section entitled “Beyond Appearance: The New Abstract Developments,” dedicated to the evolution and renewal of abstract language in contemporary painting. In this section, he exhibited alongside Carla Accardi, Alberto Burri, and Piero Dorazio, confirming the curatorial intent to offer a representative overview of the various expressions of Italian abstraction. The entire section was curated by Guido Ballo, who also wrote the introductory essay in the official catalogue of the exhibition, highlighting Santomaso’s role in the dialogue between lyrical memory and formal experimentation.

detail of the present work.

In his catalogue text, Ballo emphasized how, in Santomaso’s more recent work, the artist tended “toward a profound analogy not only with architecture—made almost imperceptible through the use of two dimensions—but also with atonal music. From Kandinsky’s earliest non-figurative works—Kandinsky being a friend of Schoenberg—this relationship with the new musicality has always developed within abstraction, as an analogy of method: it is no coincidence that Kandinsky himself spoke, in relation to painting, of ‘resonance,’ to which he added the term ‘inner,’ referring to the subjectivity of reality. Line, color, and space, within this analogy of musical methods, find in Santomaso’s painting developments of fantastic rigor.”
(Guido Ballo, Beyond Appearance: The New Abstract Developments of Burri, Accardi, Dorazio, Santomaso, in 43rd International Art Exhibition, La Biennale di Venezia, Venice 1988, p. 23).


Nel 1988 Giuseppe Santomaso figura tra i diciannove artisti selezionati per partecipare alla XLIII Biennale di Venezia, organizzata sotto la direzione di Giovanni Carandente. L’artista vi prende parte con una sala personale all’interno del Padiglione Italia, nella sezione tematica intitolata «Oltre l’apparenza: i nuovi sviluppi astratti», dedicata all’evoluzione e al rinnovamento del linguaggio astratto nella pittura contemporanea. In tale sezione espongono, accanto a lui, Carla Accardi, Alberto Burri e Piero Dorazio, confermando l’intento curatoriale di offrire una panoramica rappresentativa delle diverse declinazioni dell’astrattismo italiano. L’intera sezione è curata da Guido Ballo, che ne redige anche il saggio introduttivo nel catalogo ufficiale della manifestazione, sottolineando il ruolo di Santomaso nel dialogo tra memoria lirica e sperimentazione formale.

Nel testo in catalogo Ballo sottolinea come nella produzione più recente Santomaso tendesse “a una profonda analogia non soltanto con l'architettura, resa quasi impercettibile per l'uso delle due dimensioni, ma anche con la musica atonale. Fin dalle prime opere afigurali di Kandinskij, amico di Schoenberg, questo rapporto con la musicalità nuova si è sempre sviluppato nell'astrattismo, come analogia di metodo: non a caso lo stesso Kandinskij parlava, per la pittura, di risonanza, a cui aggiungeva il termine "interiore" con riferimento alla soggettività del reale. Segno, colore, spazio, in tale analogia di metodi musicali, nella pittura di Santomaso trovano sviluppi di rigore fantastico” (Guido Ballo, Oltre l'apparenza: i nuovi sviluppi astratti di Burri, Accardi, Dorazio, Santomaso, in XLIII Esposizione Internazionale d'Arte La Biennale di Venezia, Venezia 1988, p. 23).