"Marca-Relli remains stubbornly out of the picture, as an architect that distance himself respectfully from his own artwork, in a frontal dialogue with the canvas."
A child of Italian Immigrants who spent most of his life between New York and Europe, Conrad Marca-Relli belonged to an early generation of the New York school of Abstract Expressionists, with his work gradually becoming more abstract by 1949.It was during a trip to Mexico in 1952 that Marca-Relli radically transformed his artistic work. 'Everything fascinated me: the pure white of the walls of the adobe huts, their cubist architectures, the acuity of light. I began to paint small paintings of streets and buildings, working with tones of white. As it was difficult for me to obtain colors, I began to experiment with collages. The technique attracted me because it offered me the possibility to work and rework in infinity, easily moving positive and negative spaces. ' (Conrad Marca-Relli cited in Conrad Marca-Relli, exhibition catalogue, Milan, Rotonda di via Besana, July-September 2008, p. 59).
52 1/8 x 6' 5 5/8" (132.4 x 197.3 cm); Collaged painted canvas; Mr. and Mrs. Walter Bareiss Fund
Museum of Modern Art (MoMA), New York, USA
Digital image, The Museum of Modern Art, New York/Scala, Firenze
The mastery of collage and the use of color, which gradually intervened, enabled him to approach increasingly complex compositions, some of which were acquired by the Guggenheim, the Metropolitan Museum of Art, and the MoMA. Untitled, made at the end of the ‘50s, is a splendid example of the unique sense of depth that Marca-Relli is able to obtain by collaging together cut pieces of canvas. In the artwork the artist depicts fragments of the human form and the anonymous faceless figure, absorbed into a background that Marca-Relli described as “the architecture of figure”. These canvas patches also function as outlines, transforming the form into a pure silhouette.The overall effect of the painting is one of ambiguity and mystery. The viewer is left to wonder about the nature of the figure, its surroundings, and the emotions it might be experiencing. There is a sense of quiet tension in the work, as if something significant is about to happen or has just taken place. The painting evokes a dreamlike quality, with its fragmented shapes and muted color scheme, and invites the viewer to enter into a meditative state.
"Marca-Relli rimane ostinat.mes nte fuori dal quadro, come un architetto che si stacca rispettosamente dalla propria opera, dialogando frontalmente con la tela."
Figlio di immigrati italiani che trascorse la maggior parte della sua vita tra New York e l'Europa, Marca-Relli appartenne a una prima generazione di Espressionisti Astratti della scuola di New York. Il suo lavoro divenne gradualmente sempre più astratto a partire dal 1949.
Fu durante un viaggio in Messico nel 1952 che Marca-Relli trasformò radicalmente il suo lavoro artistico. “Tutto mi affascinava: il bianco puro delle pareti delle capanne di argilla, le loro architetture cubiste, l’acutezza della luce. Iniziai a dipingere piccoli dipinti di strade ed edifici, lavorando con i toni di bianco. Siccome era difficile per me ottenere i colori, cominciai a sperimentare con i collage. Apprezzai questa tecnica perché mi offrì la possibilità di lavorare e rielaborare in infinito, spostando facilmente spazi positivi e negativi.” (Conrad Marca-Relli citato in Conrad Marca-Relli, catalogo della mostra, Milano, Rotonda di via Besana, luglio-settembre 2008, p. 59).
La perfezionata maestria del collage e dell'uso del colore, ottenuta nel tempo, gli permisero di avvicinarsi a composizioni sempre più complesse, alcune delle quali furono acquisite dal Guggenheim, dal Metropolitan Museum of Art e dal MoMA.
Senza titolo della fine degli anni ‘50 è uno splendido esempio della profondità unica che Marca-Relli è in grado di ottenere, incollando insieme pezzi di tela tagliati. Nell’opera l'artista raffigura frammenti della forma umana e dell’anonima figura senza volto, assorbita in uno sfondo che Marca-Relli descrisse come "l'architettura della figura". Queste pezze di tela funzionano anche come contorni, trasformando la forma in una silhouette pura.
L'effetto complessivo del dipinto è di ambiguità e mistero. Lo spettatore è lasciato a interrogarsi sulla natura della figura, l’area circostante, e le emozioni che potrebbe star provando. C'è un senso di delicata tensione nell’opera, come se qualcosa di significativo stia per accadere o abbia appena avuto luogo. Il dipinto evoca una sensazione onirica, con le sue forme frammentate e la combinazione di colori tenui, e invita lo spettatore a entrare in uno stato meditativo.