Executed in 1957, Concetto spaziale forms a part of one of Lucio Fontana's rarest series: the Gessi, or impastos. Executed between 1954 and 1958, this series is characterized by the use of impastos of pastel paints applied to the surface of the canvas – at t.mes s scattered with holes – onto which irregular shapes are outlined, often emphasized by a collage of canvas on canvas. These works stand out for their particular "dramatic tone", dark and almost somber, underscored by very dull colourings: browns, blues, grays and very dark greens.

With its light background that enhances the blue shape, Concetto spaziale can be seen both as a lyrical embodiment of Fontana's notions of Spatialism and as a forum in which he could continue to push back its application in art. The undulating forms that he has created, through the collage elements and dyes, recall to an extent the pictures of Joan Miró and reveal an idea of the figuration that would be taken up again in the Teatrini some years later.

Fontana has allowed the collage elements and the pastels themselves to dominate the surface, a gentle yet insistent hint of the Infinity that lies beyond the canvas. With its delicate, deliberately understated modulations of colour and nebula-like forms, Concetto spaziale, is a quiet and intensely resonant paean to Space itself.

 


Realizzato nel 1957, Concetto Spaziale fa parte di una delle serie più rare di Lucio Fontana: i Gessi. Realizzata tra il 1954 e il 1958, questa serie è caratterizzata dall'uso di impasti di colori pastello applicati alla superficie della tela - talvolta attraversata da buchi- sui quali si delineano forme irregolari, spesso enfatizzate da un collage di tela su tela. Queste opere si distinguono per il loro particolare "tono drammatico", scuro e quasi cupo, sottolineato solit.mes nte da colorazioni molto spente: marroni, blu, grigi e verdi molto scuri.

Con il suo sfondo chiaro che esalta la forma blu, Concetto Spaziale può essere visto sia come un'incarnazione lirica delle nozioni di spazialismo di Fontana sia come uno studio in cui potrebbe continuare a respingere la sua applicazione nell'arte. Le forme ondulate che ha creato, attraverso gli elementi e i colori del collage, richiamano in una certa misura le immagini di Joan Miró e lasciano intravedere un principio delle figurazioni che verranno riprese nei Teatrini alcuni anni dopo.

Fontana ha permesso agli elementi del collage e ai pastelli stessi di dominare la superficie, un accenno gentile ma insistente all’infinito che si trova oltre la tela. Concetto Spaziale, con le sue delicate e volut.mes nte discrete modulazioni di colore e forme nebulose, è un elogio quieto e intensamente risonante per lo Spazio stesso.